Come indossare e riparare una muta liscia

In questo breve articolo vogliamo sfatare qualche errata diceria sulla muta liscia/spaccata e allo stesso tempo darvi utili indicazioni per effettuare in maniera fai da te, rapida ed efficace, le piccole riparazioni necessarie a sistemare i possibili strappi accidentali, che si possono verificare.

Si sente spesso parlare in maniera allarmata della delicatezza delle mute lisce spaccate, indubbiamente è vero che tra le mute dedicate alla apnea e alla pesca in apnea queste ultime siano i capi a cui bisogna prestare più attenzione ma è anche vero che al tempo stesso offrono i maggiori vantaggi in termini di termicità e comfort, senza contare il fatto che abituandosi a rispettare alcune semplici regole di comportamento, soprattutto in fase di vestizione e svestizione, i rischi di rotture e strappi sono assolutamente evitabili. Inoltre in caso di rotture, non estreme, questo tipo di muta è facilmente riparabile in maniera semplice.

Capiamo quindi prima di tutto come indossare e togliersi una muta liscia/spaccata. Gli ingredienti principali per un buon esito sono: abbondante acqua saponata, niente fretta, unghie corte e buona tecnica di vestizione, che si presume essere uno dei primi argomenti teorici di qualsiasi corso base.

 Un primo buon consiglio che vogliamo darvi è quello di abituarvi ad insaponare la muta non solo sulla parte interna ma anche all’esterno, questo è fondamentale particolarmente nella fase di svestizione, in quanto spesso risvoltandola su se stessa capita che le parti lisce e asciutte, a contatto fra loro, non permettano lo scorrimento, si tenderà quindi a tirare in maniera più energica aumentando il rischio di rotture accidentali.

Altra buona regola è non tirare mai il materiale stringendolo con le dita ma sistemandolo e facendolo scivolare addosso utilizzando la mano aperta, questo è importante perchè anche nel caso di unghie corte può capitare che si ecceda nella forza applicata e, essendo minima la quantità di materiale sotto le dita, la muta si possa strappare o tagliare. Detto ciò purtroppo può sempre capitare accidentalmente di ritrovarsi con la muta rotta, anche quando ormai l’abbiamo già indossata basta per esempio una discesa mal fatta dal gommone, una maniglia o uno spigolo di troppo, ed il gioco è fatto.

Se anche a voi è capitato di dover riparare uno strappo sulla muta, vogliamo darvi qualche piccolo suggerimento per effettuare una riparazione semplice ma efficace e duratura. Basta avere un poco di manualità e seguire dei semplici passaggi per ottenere un ottimo risultato.

Innanzitutto identifichiamo il materiale di cui abbiamo bisogno:

1) una buona COLLA NEOPRENICA MONOCOMPONENTE, per intenderci vanno benissimo quelle della cressi, mares ecc. che trovate facilmente in commercio e che potete portare sempre con voi in comodi tubetti.

2) TRIELINA O ALCOOL

3) STUZZIACADENTE O PENNELLINO PIATTO

4) MOLLETTA DA PANNI o BARATTOLO DA GELATO (capirete dopo il perché)

    La prima cosa da fare dopo aver lavato in acqua dolce la muta ed averla fatta asciugare bene, è quella di pulire bene le superfici da incollare fra loro, quindi con un pannetto di cotone si passa sui entrambi i lembi l’alcool o la triellina. Questa operazione dovrà essere fatta in maniera abbastanza delicata, senza strofinare in maniera troppo energica, onde evitare di rovinare ulteriormente i lembi ma lasciando far il principale lavoro di sgrassatura all’alcool che poi evaporerà.

    Una volta effettuata la pulizia e lasciato evaporare l’alcool e prima di stendere la colla sui lembi è opportuno analizzare il tipo di riparazione da effettuare ed eventualmente predisporsi le cose necessarie per poter mantenere i lembi distanti fra loro, sia per agevolare il passaggio della colla sia per evitare che collassino uno contro l’altro, prima del necessario tempo di catalizzazione della colla. Per questo motivo prima vi ho suggerito una molletta da panni o un barattolo qualsiasi, ad esempio da gelato, ovviamente il mezzo utilizzato a questo scopo sarà il più idoneo rispetto all’entità della riparazione da effettuare, se un piccolo strappo si può usare la molletta, se invece la rottura è grande si può infilare dall’interno, sotto lo spacco, il barattolo in modo da tenere distanti le due parti.

    A questo punto siamo pronti per passare la colla sulle superfici, quindi poniamo uno strato sottile di colla neoprenica su entrambi i lembi (se lo strappo è lungo è opportuno fare piccoli pezzi alla volta) e aiutandoci con uno stuzzicadenti o un pennellino andremo a stendere meglio la colla evitando grumi o accumuli in determinati punti.

    Una volta stesa, aspettiamo un tempo tra gli 8/10 di minuti che la colla catalizzi pima di effettuare l’incollaggio. Il tempo necessario è indicativo perché dipende da tanti fattori quali umidità e temperatura. Cosa FONDAMENTALE è non effettuare questa operazione sotto al sole, in quanto l’esposizione diretta della colla al sole la riattiva costantemente e non le permette di catalizzare bene, inoltre se possibile è bene evitare giorni con particolare umidità, ossia quelli in cui soffiano venti di scirocco, ostro e libeccio.

    Un piccolo trucco per capire se la colla è “pronta” e il suo potere incollante è al massimo, è quello di valutarne il colore e la consistenza, quando la colla passata sui lembi catalizza infatti, cambia colore, passando da nero lucido a opaco, inoltre se proviamo a toccarla appena con lo stuzzicadenti avremo la sensazione che non si appiccica più, questi sono due segnali di conferma per poter procedere all’incollaggio.

    Per accoppiare bene i lembi dobbiamo innanzitutto prendere dei piccoli riferimenti visivi lungo tutto lo strappo in modo tale da far combaciare quasi perfettamente le due superfici, anche perché questo tipo di incollaggio è istantaneo e non si può tornare indietro, perciò è importante fare piccoli tratti alla volta.

    Una volta incollati i lembi è importante pinzare o pizzicare con le dita in maniera energica tutto il tratto incollato in modo da far attecchire ancora meglio la colla. Se si vuole poi aver maggiore tranquillità di tenuta, aspettata una mezz’oretta dal primo incollaggio si può risvoltare la muta dall’interno e stendere, sempre aiutandosi con il pennellino o lo stuzzicadenti , un sottile strato coprente di colla lungo tutto il tratto incollato, così dopo aver aspettato i canonici 8/10 minuti si possono spianare delicatamente con il dito eventuali gradini formatisi lungo la rottura.

    Personalmente durante l’incollaggio sconsigliamo l’utilizzo di guanti in lattice per la presenza di polvere che potrebbe sporcare i lembi ed in ogni caso sconsigliamo l’utilizzo di guanti perché peggiora notevolmente la sensibilità nella gestione del materiale.

    A questo punto dovreste essere in grado di effettuare la stragrande maggioranza delle piccole riparazioni fai da te, ovviamente nel caso di rotture particolarmente difficili e complesse è sempre meglio affidarsi ad un artigiano professionista.

    Buon mare da S-Life!

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